de Chirico ha la sua "rivelazione metafisica" in Piazza Santa Croce a Firenze ove realizza il suoi primi dipinti metafisici: L’énigme de l’oracle e L’énigme d‘un après-midi d’automne e L’énigme de l’heure.

Il 14 luglio 1911 de Chirico e la madre raggiungono il fratello a Parigi. A Parigi svilupperà il tema delle piazze d’Italia, ispirato dall’architettura Torinese e dagli insegnamenti della filosofia nietzschiana. Nel marzo 1913 espone tre dipinti al Salon des Indépendants, in questa occasione è notato da Picasso e Apollinaire. Con quest’ultimo inizierà una collaborazione e un’amicizia che durerà nel tempo. Nel 1914, grazie all’interessamento di Apollinaire, conosce il suo primo mercante: Paul Guillaume. Nel 1915 inizia il ciclo di opere caratterizzato dai “manichini”.

Nel maggio dello stesso anno si presenta alle autorità militari di Firenze e viene trasferito a Ferrara. Qui inizia a dipingere i primi interni metafisici. Tra il 1917 e il 1918 realizza anche le sue opere più note: Il grande metafisico, Ettore e Andromaca, Il Trovatore e Le muse inquietanti (1918).

Continua ad avere contatti con l’ambiente parigino e a inviare le sue opere a Paul Guillaume. Si trasferisce a Roma il primo gennaio 1919. A febbraio ha luogo la sua prima mostra personale alla Casa d’Arte Bragaglia. De Chirico riscopre l’arte dei grandi artisti nei musei e inizia a fare copie delle opere dei maestri italiani del Rinascimento, tra cui Raffaello e Michelangelo.

Nel 1924 a Roma conosce la sua prima moglie Raissa Gourevitch Krol. Alla fine del 1925 si stabilisce nuovamente a Parigi. I protagonisti dei suoi dipinti sono gli archeologi, i cavalli in riva al mare, i trofei, i paesaggi nella stanza, i mobili nella valle e i gladiatori.

I surrealisti criticano duramente le sue più recenti opere. La frattura con il gruppo è ormai totale e destinata ad aggravarsi negli anni successivi. Nel 1929, l’Éditions du Carrefour di Pierre Lévy pubblica Hebdomeros, le peintre et son génie chez l’écrivain. Nel 1930 il matrimonio con Raissa volge al termine. Nel medesimo anno incontra la sua seconda moglie Isabella Pakszwer Far che gli resta accanto fino alla morte.

Parte per New York nell’agosto 1936, torna in Italia all’inizio di gennaio 1938. Negli anni Quaranta inizia a lavorare a una serie di sculture in terracotta e nel 1941 illustra l’Apocalisse di S. Giovanni. Nel corso della Biennale di Venezia del 1948, Francesco Arcangeli organizza un’esposizione in cui il premio per la pittura metafisica viene assegnato a Giorgio Morandi e nel gruppo di opere esposte figura anche “un formidabile falso”.

Nel 1950, in polemica con la precedente Biennale, organizza nella sede della Società Canottieri Bucintoro di Venezia una “Antibiennale”. Nel 1952 sposa Isabella. Il 5 maggio muore suo fratello Alberto Savinio. A partire dalla fine degli anni Sessanta riprende i soggetti metafisici per trasporli in contesti gioiosi e pieni di colore: la Neometafisica. Il 20 novembre 1978 muore, dal 1992 le sue spoglie riposano a Roma nella chiesa di San Francesco a Ripa.